Musica Insieme

Torna Poesia e Musica Insieme a Unipol

Scritto il 15/11/2018
da Musica Insieme


Dopo Russia 1917 la poesia e la musica tornano all'Unipol Auditorium con Versi di trincea

Calendario degli appuntamenti

1914-1918: La Grande Guerra - Versi di trincea proporrà in tre serate la lettura delle liriche di tre grandi poeti europei, Giuseppe Ungaretti, Joseph Roth e Guillaume Apollinaire, che hanno vissuto in prima persona l’orrore di uno degli eventi più drammatici del secolo scorso, prendendovi parte come soldati. Dalle trincee fiorirono i loro versi di pace: parole che urlavano l’assurdità dell’immane ecatombe che si consumava davanti ai loro occhi, scintille di speranza per una riscoperta umanità scaturita dalle ceneri di una disumana logica di morte. I poeti appartenevano a tre fronti diversi: l’italiano Ungaretti combatteva sul Carso, il francese Apollinaire e l’austriaco Roth, che si arruolarono come volontari negli eserciti dei propri paesi, riportando entrambi gravi ferite, furono rispettivamente nella Champagne e in Galizia.

Tutti nati ai limiti, o al di fuori, dei propri territori nazionali, risposero in un primo momento con tanto appassionato coraggio alla chiamata alle armi di una patria sempre vagheggiata, ma mai conosciuta da vicino. Ungaretti, che si definiva “italiano di nostalgia”, nacque infatti ad Alessandria d’Egitto e calcò il suolo dei suoi padri solo ventiquattrenne, nel 1912. Apollinaire, nato a Roma da madre polacca, ottenne la cittadinanza francese solo durante la guerra, proprio grazie al suo arruolamento, e Roth, nato ai confini del vasto impero austriaco, in un piccolo borgo che oggi è in territorio ucraino, fu ossessionato per tutta la vita dal disfacimento della Grande Austria. Presto l’entusiasmo scaturito dallo spirito nazionale lasciò il posto alla bruciante realtà della guerra: morte, nient’altro che morte. Morte di uomini, in tutto simili a loro, abbrutiti dalla vita del fronte e della trincea, che nulla aveva di eroico, né di retorico. Ognuno dei poeti reagì in modo diverso: Ungaretti, sconvolto dall’orrore, si aggrappava alla sacralità dell’esistenza umana, Apollinaire indugiava nei suoi ricordi più vividi e carnali, mentre Roth scriveva invettive infuocate contro le gerarchie militari che stavano mandando al macello una generazione di giovani. Le parole dei poeti ci permetteranno dunque di riflettere sulla Grande Guerra che, al di là del suo significato storico e politico, fu prima di tutto una tragica esperienza umana che ancora oggi ci chiede con forza di ricordare gli otto milioni di vittime civili

e i nove milioni di soldati che lasciò sui campi di battaglia, morti, in molti casi, senza sapere in nome di chi o di che cosa.
La lettura dei testi è affidata a
Vittorio Franceschi, fra gli attori italiani più apprezzati da pubblico e critica e protagonista sui principali palcoscenici teatrali italiani ed europei, al fianco di registi come Luca Ronconi, Benno Besson, Andrzej Wajda, Massimo Castri e tanti altri. Nei suoi sessant’anni di carriera, che festeggia proprio quest’anno a Bologna con il progetto La Grande Guerra - Versi di trincea, Franceschi ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti, tra cui Premio Ubu, Premio Hystrio, Premio della Critica e il Nettuno d’Oro del Comune di Bologna. Alle parole di ogni poeta sono accostate le melodie che amava o che più si avvicinano al suo universo, da Bach, Schubert e Schoenberg accanto a Ungaretti, a Poulenc, Ravel e Debussy, contemporanei di Apollinaire, a Schubert che incarna la grande musica austriaca così cara a Roth. Le musiche saranno affidate a interpreti di fama internazionale, a partire dal pianista Roberto Prosseda, vincitore di numerosi premi discografici, che ascolteremo come solista e in duo pianistico con Alessandra Ammara, premiata al Concorso “Casagrande”. Il celebre Quartetto La morte e la fanciulla di Schubert sarà invece interpretato dal Quartetto d’Archi della Scala, formato dalle prime parti della più importante orchestra italiana, attivo al fianco di Bruno Canino, Jeffrey Swann, Angela Hewitt, Bruno Campanella, Enrico Dindo e José Carreras.


Il Gruppo Unipol è da sempre impegnato nella promozione e nel sostegno di iniziative culturali e solidaristiche a favore della comunità.

In quest’ottica di responsabilità sociale e culturale si colloca anche l’impegno a favore di Fondazione Musica Insieme, partnership che si sviluppa in coerenza con i valori del Gruppo e che si traduce in iniziative concrete a favore delle generazioni future, della valorizzazione del patrimonio storico e culturale del Paese.

Perché pensare al futuro delle persone per Unipol significa pensare anche a ciò che amano. La Cultura.

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